Camere di Commercio, il Ministro interviene all'assemblea dei Presidenti

Martedì, 29 Ottobre 2019

Online l'intervento di Patuanelli

Immagine decorativa

(Foto a cura camera commercio Treviso - Belluno) 

Il Ministro Stefano Patuanelli è intervenuto oggi a Treviso all'Assemblea dei Presidenti delle Camere di Commercio.

 

Intervento del Ministro

 

Caro Presidente Sangalli,

Gentili ospiti,

Autorità civili, militari e religiose,

Presidente, Lei nel suo intervento ha mostrato un quadro complesso, in cui molte imprese stanno chiudendo i battenti, in cui l’UE è il malato economico del mondo, a causa di economie che si fanno la guerra e dei dazi che non aiutano il nostro tessuto produttivo. Tessuto produttivo che è frammentato e in cui le piccole e medie imprese che fanno grande il nostro Paese, subiscono la crisi in maniera più forte e profonda.

Tutto ciò avviene in una fase di grandi trasformazioni, in cui le persone si spostano verso centri più grandi, spopolando interi territori e in cui le comunità registrano dei momenti di grande difficoltà.

Lei ha disegnato questo quadro e poi mi ha ringraziato perché sono presente qui, oggi, in un momento di difficoltà. Ma io le chiedo: dove potrei essere, se non qui, ad ascoltare chi questo quadro lo disegna e lo conosce meglio di chiunque altro. Io devo essere qua ad ascoltare e capire, per poi decidere, insieme a voi, quale è la strada che dobbiamo iniziare e percorrere. Purtroppo, oggi, la politica ha il difetto di guardare solo al giorno dopo. Invece le grandi trasformazioni hanno bisogno di risposte basate su una programmazione, di decidere una strada e di percorrerla tutti insieme. Questa è la più grande sfida per chi fa politica. Siccome io sono stato abituato a vivere con le imprese, da professionista, potrei anche tralasciare il versante prettamente politico, perché mi interessa, invece, delineare un quadro di proposte che faremo nei prossimi mesi al fine di accompagnare il nostro sistema produttivo ad uscire da una crisi molto complessa.

E quindi, questo è il tempo della responsabilità in cui è necessario che anche la politica, e non solo, faccia la sua parte.

Io credo nel valore del sistema camerale che dal 1862 accompagna solidamente il sistema imprenditoriale italiano nel Paese e anche all’estero. Voi rappresentate uno dei maggiori corpi intermedi, dal Nord al Sud Italia. Io sono abbastanza giovane, ma ho voluto resuscitare fin dai miei primi interventi, il concetto di corpo intermedio, forse un po’ desueto, di cui si parla troppo poco in questo paese. Voi rappresentate quel corpo intermedio con cui dovrò e vorrò rapportarmi ogni giorno.

Oggi però siete chiamati a compiere un ulteriore sforzo in cui il Ministero dello Sviluppo economico vi è vicino perché siamo consapevoli che molto avete da dare in termini di competenza ed erogazione di servizi sul territorio.

Penso all’innovazione digitale, spesso percepita dalle imprese come una novità da cui difendersi. Avete compiuto un’opera di intermediazione veramente lodevole che ha facilitato i processi di trasformazione tecnologica delle aziende e della PA: i servizi di e-government, come il “Cassetto digitale per l’imprenditore”; gli Sportelli PID (Punto Impresa Digitale) in materia 4.0; i progetti dedicati al rafforzamento delle competenze digitali, soprattutto per i giovani e in materia di e-commerce per poter raggiungere nuovi clienti, in Italia e all’estero.

Ma costante è il vostro impegno anche su un altro ambito per il quale a livello territoriale il supporto delle camere è insostituibile: i “Servizi di orientamento al lavoro e alle professioni”, finanziati attraverso l’incremento del 20% del diritto annuale, per il quale il Sistema Camerale ricopre una funzione complementare alle politiche attive del lavoro visto che, grazie alla vostra banca dati, riuscite a migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Per me è stato naturale sottoscrivere gli atti tesi a dare continuità ai progetti finanziati con il 20% del diritto annuale, perché credo che sia un elemento caratterizzante e di grande competenza per le Camere di Commercio.

Inoltre, non solo fornite l’assistenza diretta alle imprese, ma lavorate anche in maniera sistemica cercando di rafforzare le eccellenze italiane non sempre valorizzate a sufficienza: agricoltura, manifattura, artigianato, servizi, solo se messi a sistema rendono attrattivo un territorio e ne potenziano la crescita. Per questo un altro tema da voi curato è centrale: il turismo, per il quale, nonostante vantiamo grandi successi, ancora molto c’è da fare soprattutto in termini di potenzialità del digitale e di nuova economia dei big data.

Su tutte queste attività e molte altre che svolgete, le imprese, i territori e il Ministero vogliono continuare a contare sul vostro supporto, ma viviamo un’epoca di transizione generale che attraversa numerosi ambiti e che riguarda di sicuro anche voi: il vostro modo di lavorare, la vostra organizzazione, i vostri servizi.

Non possiamo avere un approccio immaturo verso la riforma che comprendo essere scomoda per alcuni di voi: questo è un processo avviato, ma ancora governabile e, laddove possibile vi assicuro che è stato coniugato ad alcune vostre richieste.

Capisco che soprattutto alcuni accorpamenti possano creare uno squilibrio politico: su questo la via di uscita che vorrei proporvi è la costituzione di una governance equa in grado di assicurare la rappresentatività a tutte le componenti, soprattutto per garantire un’adeguata evidenza alle esigenze dei diversi territori e delle loro peculiarità produttive.

Accorpare non significa eliminare o fagocitare la parte debole: significa rendere più efficienti alcune strutture che tramite questo processo avranno l’opportunità di offrire ancora servizi al territorio. Io lavorerò per valorizzare al massimo le vostre competenze e, laddove possibile, assegnarvene di nuove.

Adesso cerchiamo di portare a casa la riforma in tempi rapidi: non possiamo più perdere tempo o risorse. Lo dico non per lavarmene le mani: ma il riordino delle Camere non è stato voluto né dal Governo attuale, né dal precedente, ma non per questo oggi mi sottraggo al compito assegnatomi di concludere anche questa necessaria transizione.

Io credo che il guado che Lei citava prima, Presidente, è stato attraversato non solo per metà, ma per il 90%, forse il 95%. Dobbiamo avere il coraggio di completare quel piccolo passaggio che manca. Sto cercando in tutti i modi di avere l’appoggio politico necessario perché è fondamentale arrivare in Parlamento con un testo che sia condiviso da tutte le forze politiche. Ci siamo avvicinando, anche grazie all’apporto del Presidente Sangalli.

Appena mi sono insediato, al mio Ministero è avvenuto un cambiamento: come sapete l’internazionalizzazione sta passandoa ad altra amministrazione e le mie strutture, piuttosto che resistere o attendere, con sorprendente senso di responsabilità hanno intrapreso la strada della collaborazione per dare attuazione all’indirizzo ricevuto nel modo migliore.

Questo è il medesimo sforzo che vi chiedo: troviamo insieme nuove attività in cui credo possiate dare tanto agli imprenditori.

Penso proprio alle attività a supporto dell’internazionalizzazione per la quale voi sul territorio già siete il punto di contatto per le imprese che necessitano di assistenza specialistica e di un primo orientamento. Da sempre, voi offrite in modo esaustivo una gamma di servizi costruiti “su misura” per coloro che intendono uscire dal mercato domestico, anche grazie e soprattutto alle Camere italiane all’estero.

Su questo aspetto allora MiSE e Camere di Commercio dovranno trovare un loro spazio di lavoro a supporto di quanto già svolto dal Ministero degli Esteri dove gli ambasciatori e i loro uffici lavoreranno a livello diplomatico: a noi sarà riservato il compito non residuale di continuare a supportare le imprese su tante altre attività, come l’informazione, la formazione, il supporto organizzativo e l’assistenza, iniziative che continuano a essere le premesse indispensabili per affrontare i mercati internazionali.

Io credo che la riforma del Ministero potrà comportare un aiuto alla diplomazia economica, utile per molte imprese, ma è chiaro che il cuore pulsante del sostegno alle aziende, anche nelle attività all’estero, rimane nel MiSE, grazie al supporto delle Camere di Commercio all’estero.

Poi vorrei poter continuare a contare sul vostro contributo anche per un altro aspetto che da quando sono entrato al Ministero mi sta a cuore in modo particolare: le competenze.

Questo è un tema sempre più attuale in vista della digitalizzazione delle imprese che proseguirà anche grazie al pacchetto di misure confermate ed estese nella prossima legge di Bilancio.

Apro una parentesi. L’obiettivo più ambizioso raggiunto con la legge di Bilancio è stato la capacità, in tempi rapidissimi, di evitare l’aumento dell’Iva. 23 miliardi di euro messi sul tavolo, reali, che consentiranno di sostenere ulteriormente la domanda interna e quindi le imprese, evitando di deprimerle. Può essere anche interpretato come un obiettivo minimo, ma credo che non fosse così scontato arrivarci. Da parte mia, come ho già detto più di una volta, mi incatenerò davanti al MEF per riuscire ad ottenere una programmazione triennale di Impresa 4.0. Infatti, oltre a riuscire a reperire le risorse, stiamo facendo dei ragionamenti su come razionalizzarle a maggior tutela della piccola e media impresa. Dare un quadro di programmazione triennale agli imprenditori è il modo migliore per agevolare l’imprenditore negli investimenti, perché se le regole del gioco continuano a cambiare ogni anno, gli imprenditori non investono più. Questo è un impegno e una promessa.

Voi, vi siete fatti promotori dei PUNTI DI IMPRESA DIGITALE (PID) che hanno svolto una notevole opera di diffusione del Piano 4.0 negli anni passati così da portare in maniera capillare le misure. Oggi c’è ancora molto bisogno di voi su questo fronte perché gli strumenti 4.0 non hanno esaurito il loro compito indispensabile all’avanzamento tecnologico del tessuto imprenditoriale, soprattutto delle micro e piccole imprese, difficilmente raggiungibili se non grazie al vostro supporto.

So che per i PID vorrete potenziare le attività attraverso servizi di assessment digitale, di sostegno all’innovazione (attraverso voucher) e di orientamento, affrontando il tema delle tecnologie emergenti (AI e blockchain), delle competenze digitali e della e-leadership (innovation manager). Su questo vi chiedo di farvi parte attiva valorizzando i collegamenti con gli ITS, le lauree STEM, i competence center.

Stiamo lavorando a programmi di trasferimento tecnologico dove avete molto spazio da protagonisti per portare la conoscenza fuori dai centri di ricerca e dai laboratori, arrivando fino all’impresa più piccola, spesso scrigno di potenzialità inespresse per mancanza di risorse o di opportunità.

Quello del trasferimento tecnologico è un grande tema. Quello che si studia nei centri di ricerca dove si fa ricerca e sviluppo deve essere accessibile a gran parte del tessuto imprenditoriale, fatto da tante micro e piccole imprese. Noi dobbiamo lavorare, grazie anche alle Camere di Commercio, per riuscire a creare dei centri a cui le imprese si rivolgono per avere accesso alla ricerca, che molto spesso, è invece a disposizione solo delle grandi aziende.

Io credo in un sistema democratico dove tutti possono avere le stesse possibilità: questo vorrei che le istituzioni offrissero alle imprese alle soglie del 2020 e voi giocate un ruolo comprimario perché siete le strutture territoriali che le aziende sentono più vicine: le vostre porte sono sempre aperte a ogni imprenditore che spesso si sente sopraffatto dagli adempimenti o non sa a chi rivolgersi.

Le porte delle Camere di Commercio sono sempre aperte agli imprenditori. Anche lo porte del Ministero sono sempre aperte, a voi e agli imprenditori.

Io da parte mia farò la battaglia per il ripristino dei diritti annuali, degli emolumenti agli organi e degli incarichi dei segretari generali perché ritengo sia corretto darvi il massimo degli strumenti possibili perché possiate svolgere al meglio i compiti che vorrei assegnarvi.

Su questo vorrei essere chiaro. Credo sia giusta la battaglia agli sprechi, ai privilegi, agli eccessi, ma non si può non riconoscere la dignità di chi mette al servizio degli altri le proprie competenze e le proprie capacità, rinunciando alle proprie famiglie e alle proprie aziende. Qui non si tratta di privilegi. Si tratta semplicemente di dignità di chi lavora.

Tale intervento dovrà essere tuttavia subordinato alla definizione dell’intero percorso di riforma e in ogni caso sostenuto da nuovi parametri legati al raggiungimento di determinati obiettivi in termini di erogazione di servizi alle imprese con l’introduzione quindi di principi di premialità.

E’ giusto premiare chi ha seguito la strada indicata dal Governo in merito alla riforma? E’ giusto che ci sia un percorso che vada a incentivare chi giustamente ha aderito al processo di riforma. Chi ha aderito sta, inoltre, anche scoprendo gli aspetti vantaggiosi, le economie di scala e la maggiore possibilità di incidere sul proprio tessuto imprenditoriale.

Vi saluto, augurandovi buon lavoro perché tanto davvero ce n’è da fare: ma nulla riusciremo a concludere se non ci armeremo di tanta buona volontà e di altrettanto spirito di collaborazione.

Grazie!

 

Video dell'intervento



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