Verbale di riunione - Bosch Tecnologie Diesel (26 marzo 2019)

Documento: Verbale di riunione
Azienda: Bosch Tecnologie Diesel S.p.A.
Settore: Consulenza informatica
Numero dipendenti: 1840
Data: 26 marzo 2019

In data 26 marzo 2019 presso il Ministero dello Sviluppo Economico si è svolto l’incontro riguardante la società Tecnologie Diesel S.p.A. appartenente al Gruppo Bosch. La riunione si è svolta alla presenza della dott.ssa Paola Capone della Struttura per le Crisi di Impresa del Ministero dello Sviluppo Economico, della dott.ssa Clelia Stigliano, Dirigente della Divisione “Grandi progetti di investimento e di sviluppo economico territoriale” del Ministero dello Sviluppo Economico e dott.ssa Maria Cristina Gregori del Ministero del Lavoro, Direzione Generale dei Rapporti di Lavoro e delle Relazioni Industriali.
La Regione Puglia è stata rappresentata dal dott. Leo Caroli, Presidente della Task Force regionale per l’occupazione.
Per la “Bosch” Tecnologie Diesel S.p.A. hanno partecipato il dott. Francesco Basile, Direttore delle Risorse Umane Bosch Bari, il dott. Roberto Zecchino, Vice presidente delle Risorse Umane Sud Europa, il dott. Alessandro d’Amore, il dott. Alessandro Brunelli.
Sono intervenute le OO.SS. Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, Ugl, nazionali e territoriali, unitamente alle rispettive R.S.U.

Il dott. Francesco Basile, su richiesta della dott.ssa Capone, ha illustrato il Piano Industriale contenente gli aspetti fondamentali del programma di riconversione che la Società ha intenzione di attuare. Ha chiarito che la sede di Modugno del Gruppo Bosch rappresenta uno storico centro manifatturiero, vocato alla produzione di motori diesel, presso il quale sono impiegati 1840 lavoratori. L’esigenza di riconvertire l’attività produttiva è nata dalla progressiva riduzione di fatturato (registrata degli ultimi anni) dovuta alla profonda contrazione che ha subito il mercato del diesel sia in Europa che in Italia. Ha avvertito che tale tendenza sarà confermata anche nei prossimi anni fino a registrare nel 2030 una perdita pari al 90% circa della quota del mercato Diesel in Europa. Tale fenomeno determinerà anche una inevitabile contrazione del livello occupazionale.
La riconversione della produzione dovrà avvenire secondo due linee direttrici: mobilità elettrica, restando nel settore automotive; produrre fuori dal settore automotive. In particolare, il Portafoglio prodotti sarà indirizzato verso il mercato della mobilità elettrica. La realizzazione del Piano richiederà un investimento di Euro 30/40 Milioni circa. Presupposto fondamentale sarà la riconversione di tutto il personale dipendente mediante una capillare e mirata attività di formazione.

La dott.ssa Clelia Stigliano ha fatto presente che il finanziamento del Piano di riconversione, sulla base del valore stimato da parte dell’azienda, potrebbe risultare compatibile con lo strumento dei Contratti di sviluppo che, infatti, è utilizzabile per progetti di importo pari ad almeno 20 milioni di Euro. La domanda di accesso deve essere presentata ad Invitalia, soggetto gestore della misura agevolativa. È stato, altresì, esposto che la normativa dei Contratti di sviluppo consente una “priorità” di valutazione per le istanze di rilevante e significativo impatto sul territorio ed oggetto di uno specifico Accordo di programma, al quale deve necessariamente partecipare, anche dal punto di vista finanziario, la Regione interessata dal programma di investimenti. La dott.ssa Stigliano ha, quindi, evidenziato alle parti che con lo strumento dei Contratti di sviluppo possono essere finanziati programmi di ricerca e sviluppo ma non programmi relativi alla formazione del personale.

Le OO.SS. hanno chiesto maggiori chiarimenti sui tempi di realizzazione del Piano, sui nuovi prodotti da immettere sul mercato e, nel caso si rendesse necessario ricorrere ad ammortizzatori sociali, sulle loro compatibilità con il residuo periodo di Cigo attualmente utilizzata dall’azienda.

La Società ha chiarito che l’introduzione di nuovi prodotti in portafoglio richiede dai 18 ai 24 mesi circa. Il percorso sarà molto complesso trattandosi di una riconversione radicale dell’attività produttiva. Il nuovo Portafoglio prodotti sarà destinato soprattutto ai settori della mobilità elettrica e della tecnologia industriale.

La dott.ssa Maria Cristina Gregori del Ministero del Lavoro ha rappresentato che l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, in favore dei lavoratori occupati presso il sito di Modugno (Puglia), sarà possibile nel pieno rispetto della normativa vigente in materia e dei requisiti ivi previsti per potervi accedere.

La Regione Puglia ha sottolineato che la “BOSCH” rappresenta una importante e forte realtà imprenditoriale sia per il tessuto produttivo del territorio pugliese che per l’elevato numero di dipendenti. La Regione, che già da tempo sta seguendo con attenzione le vicende societarie, ha palesato la propria disponibilità sia a cofinanziare il Piano di investimento, mediante un apposito Accordo di Programma, sia a finanziare l’attività formativa mediante risorse regionali messe a disposizione con il bando “Avviso n.4/2016”.

La Società si è impegnata verificare parallelamente la possibilità di attivare gli strumenti suggeriti nel presente incontro possibilmente entro la prima decade di aprile.

La dott.ssa Paola Capone ha osservato che dall’odierno confronto è emerso che sussistono, almeno in via astratta, diversi strumenti di cofinanziamento del Piano Industriale la cui attuazione è fondamentale sia per il rilancio della Società che per la salvaguardia dell’attuale livello occupazionale. Ha invitato, pertanto, la Società a verificare la concreta percorribilità dei richiamati strumenti in collaborazione con le Parti Sociali e le Istituzioni coinvolte. Il tavolo rimane aperto e verrà riconvocato per ulteriori aggiornamenti su eventuale sollecitazione delle parti.



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